Riflessioni. Nel senso di riflettersi in uno specchio.

La solitudine del parrucchiere è impagabile. Io sono bravissima a non rivolgere la parola a nessuno e a non farmi gli affari degli altri. Se potessi non mi farei nemmeno i miei..

Sono dal parrucchiere perché tra le mie tante doti c’è che ho una crescita di capelli tipo super poteri di super eroi e ogni 20 giorni sono qui.

A me non piace tantissimo, non lo trovo energizzante o rinnovate è più una cosa tipo bere, hai sete e ti devi idratare.

Ma mi piacciono i vantaggi di starmene seduta a riflettere su di me e su tutte le mie pippe. Oggi sono in fase di autocritica e quindi mi sono svegliata consapevole di essere fortunata. Speriamo che duri.

Forse è perché mi hanno chiamato dei vecchi amici per un viaggetto che comincia domani, forse perché ieri il mio quasi diciottenne preferito è uscito con gli amici e si è divertito senza disfarsi e questo mi fa sperare in un mondo migliore o forse semplicemente perché è vero.

In ogni caso, sono qui a parlare con me e sto bene. C’è il sole ma è fresco, appena esco torno a casa e mi smonto il lavoro del parrucchiere con un bel tuffo in piscina con il marito, preparo il mini bagaglio a mano e via.

Oggi va tutto bene. Hai visto amica mia? oggi sto facendo la brava!

Bambine

È palese che da piccole le femmine siano più sveglie e veloci e comunicative dei maschi. Crescono e a scuola sono brillanti, studiano, si impegnano in linea di massima riescono meglio dei maschi.

Ho due figli, un maschio e una femmina e fino ad un certo punto è stato così.

Poi, le femmine diventano donne e iniziano ad essere il sesso debole. Hanno forza energia impegno più dei maschi ma misteriosamente diventano il sesso debole.

Perché?

Perché sono più facilmente prede? Perché se vogliono avere una vita oltre che un lavoro devono accettare mansioni umili? Perché sono soggette alle varie crisi ormonali che non sempre sono gestibili? Perché?

Non dico che i maschi siano migliori, non lo sono. Ma per i maschi è più facile essere credibili. Basta un minimo di comunicazione, di sensibilità, di impegno e via. Sono subito bravi ragazzi.

Ma perché?

Perché?

Vacanze.

Vacanze nel senso che non si va a lavorare, ma se penso che quest’anno stiamo qui tutto il mese, mi viene male.

Non ci sono soldi e quindi niente. Domani bollette, bonifici, robe da pagare e mille euro spariscono come la neve al sole. Che palle!

Vabbè. Non abbiamo alternative. L’anno prossimo forse ricomincio a lavorare e vediamo che accade.

Per ora vacanze dai ritmi soliti con spazi per noi e solo per noi.

Nervoso.

Sono a pezzi dalla frustrazione. Sono stata insultata da una iena che mi fa stare male e lo fa con l’intenzione di farlo. La consapevolezza che ha nel farmi del male, nonostante sia palese che io mi stia umiliando pur di farmi amare da lei è la cosa che mi fa soffrire di più. Questo lei lo sa. E continua a trattarmi come una rompicoglioni vagabonda e inutile.

Non voglio reagire male, e quindi, semplicemente, sto male io.

Per fortuna ho la chimica che mi rilassa.

Non ce la sto facendo amica mia, non ce la sto facendo proprio.

Sera. Con la S maiuscola

Sono fuori casa, sul balcone, sdraiata tra i panni stesi che per fortuna profumano e coprono un po’ la puzza di letame che c’è in giro. La campagna mi piace in questa stagione, ma il letame non lo concepisco. Dicono che dopo qualche tempo ti abitui alla puzza e non la senti più. Io per conto mio so che la sentirò fino a che ci sarà.

Sabato sera verranno a cena degli amici e spero di poter mangiare in giardino, così mi rendo conto che tutte le mie elucubrazioni sono solo inutili. Potrò mai preoccuparmi oggi di un eventuale puzza nell’aria sabato? Ma com’è possibile che sia così? Passo il tempo a preoccuparmi di cose che poi non accadono.

Si, ma se accadono?

Eccheccavolo!! Basta, devo smettere di ascoltare la mia ansia. Devo concentrarmi su di me, sui panni profumati e sulla mia vita ora.

I grilli cantano, l’aria della sera inizia a rinfrescare, in lontananza la rocca è bellissima, il mio sdraio è comodo, sto bene.

Ecco, brava, sto bene. Sei contenta amica? Ci sono arrivata.

non miglioro abbastanza,scritto in minuscolo

Scritto in minuscolo perchè continuo con i buoni propositi e stamattina ho fatto colazione con tanta frutta,ma nonostante questo, non sono ancora partita a sistemare casa e si sa che se non riesci ad uscire dal tunnel, lo devi arredare, ma anche tenere pulito se no diventa un tunnel di merda.

oggi in compenso il mio grandone è andato a provare la sua prima volta da volontario con i bambini, ho chiesto alla sorella di farmi sapere come vanno le cose.

il pensiero del giorno resta quello, voglio essere come i bambini, egoista, sincera e stronza se mi si fa del male.

Io non ho nulla da farmi perdonare.

 

 

MA CHE CASINO, tutto a lettere maiuscole.

Non sopporto il caldo e quindi non ho voglia di fare nulla. Questo è il motivo principale, in più sono un po’ annichilita da tutto sto casino e non riesco a reagire, un oltretutto odio fare le pulizie perché tanto non è mai tutto pulito per più di un paio di ore, quindi in casa regna il delirio.

Continuo a dire a me stessa che se sistemo tutto, poi si sistemerà anche la mia vita, ma alla fine non lo faccio. Ovviamente Freud avrebbe molto da dire a riguardo. Io tutto sommato resto confusa e vado a fare la lavastoviglie che chissà non mi venga l’ispirazione e mi metta a pulire la cucina. Sì, brava, credici!

… Una mamma con la m minuscola

Oggi mi sento così.

Dopo 23 anni che ci lavoro, ancora non sono riuscita a trovare un modo per comunicare con l’adulta di casa.

Quando ci sono problemi e discussioni scattano insulti velati e cattiverie espresse.

Non parlare se no ti dico cose cattive e io resto stordita da tutta questa cattiveria, domandandomi com’è possibile essere arrivati a sto punto.

Adesso ho sonno. Il mio modo di non soffrire è questo. Dormo e faccio finta che sia tutto un brutto sogno.

La cosa che mi fa soffrire è che alzi gli occhi al cielo e ti arrabbi e non mi guardi. Il problema non sono io però e tu non lo capisci

Dopo con la D maiuscola

 

 

Dei fine settimana rilassanti, questo è stato uno dei migliori. Nonostante una serata che pareva infausta perché popolata da 50 persone. Invece risate, amici, famiglia, amici. Tanti argomenti in comune, tanti motivi per aver voglia di stare assieme. Ammetto che c’era anche gente che era lì solo per mangiare, ma parlare male dei propri genitori è brutto.

Finisco la domenica sul terrazzo di nuovo vestito, con la mia tisana preferita, dopo una domenica di pioggia.