Il benessere

Io davvero non ho mai capito chi guarda le sue foto da giovane e si dice che stava benissimo in quel momento.

Davvero non capisco come sia possibile che non si ricordino le insicurezze, le indecisioni, la sensazione di non sapere dove andare e che fare con la propria vita.

L’unica spiegazione che mi do è che non si siano mai fatti le mie domande e che non se le facciano nemmeno ora.

Quindi mi viene in mente la seconda domanda, se non si interrogano su loro mondo e sulla loro direzione, perché stavano bene allora e non ora?

Possibile che sia tutto riferito all’essere belli? Che poi, belli è davvero una parola grossa. Look improponibili, pettinature pietose, location a dir poco povere. Dunque? Com’è possibile?

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Ho un problema

Mia figlia non sopporta la mia presenza. Mi parla di ciò che le interessa ma detesta tutto ciò che riguarda me. La vedo arrivare a casa, mangiare guardando il telefono, scendere in camera a riposare e uscire solo per mangiare di nuovo o per andarsene.

Niente litigi ultimamente, solo che mi ignora completamente. Non esisto, se mi manifesto alza gli occhi al cielo e fine.

Non so perché.

So che ho un problema.

Tu sai chi sono?

Conosco persone da tutta la vita, che vedo molto poco, ma che mi amano molto.

Vivo con persone da ormai 30 anni che invece mi disprezzano e mi sminuiscono. Lo so, hanno paura di me. Lo so, lo fanno perché non hanno il coraggio di affrontarmi.

Il fatto è, semplicemente, che sono totalmente consapevole di essere io migliore di loro sotto ogni aspetto, ma quello che mi da fastidio è che loro non lo sanno veramente.

Non sanno con chi vivono, non sanno cosa mi piace, non sanno di che cosa parlo mentre sono a tavola con la mia famiglia, non sanno di quanto sono brillanti i nostri cervelli, non sanno di come passiamo noi le nostre serate, non sanno di quello che legge Alberto o delle chiacchierate di fisica e di chimica che si fanno qui, non sanno che persino l’adolescente di casa li usa come comparativo di ignoranza.

Sanno quello che origliano e non si rendono conto che noi sentiamo esattamente le stesse cose.

Sentiamo dei soldi dati per la benzina ad un figlio debosciato, di quelli presi per andare al mare con il figlio del figlio debosciato, di quelli dati per fare i lavori attorno a casa che non vengono fatti.

Sentiamo degli insulti gridati e di tutte le volte che mi hanno augurato di morire per un cancro tra atroci sofferenze, per una busa di pattume appoggiata nel mio giardino.

Il fatto è che non ho mai avuto voglia di spiegargli che per quanto si affannino a dimostrare di essere migliori di noi, di me, dei miei figli, in realtà sprecano solo ossigeno.

Questo è il motivo per cui mio marito compensa piantano alberi.

Ma tanto non lo sanno..

Depressione

Mi rendo conto che non ho sempre ricordi della mia vita. Mi spiego meglio, ci sono periodi, anni proprio, in cui ero viva avevo due figli e una vita impegnativa, ma non ne ho memoria.

Mi dicono che sia la depressione che partorisce vite che vengono cancellate dal nostro cervello, io non so se è vero.

Certo è che spesso io e mio marito ci chiediamo che cosa abbiamo fatto in questi 27 anni, oltre a pagare rate, mutui, bollette e debiti vari.

La risposta è che abbiamo cresciuto due figli, vissuto in due case e creato dal nulla e con nulla la seconda e poi in mezzo qualche acciacco, problemini di salute tra cancri vari e teste esplose, funerali dolorosi e sconvolgenti, poi ci mettiamo anche una faccia a pezzettini da ricostruire e quindi mi dico che forse non è la depressione. Forse è solo che è difficile sta vita e non me la voglio ricordare.

Ecco, esatto, io sta vita non me la voglio ricordare. Se non ho bei ricordi non è per la depressione, è solo che non c’è un cazzo di niente da ricordare. Solo i momenti pieni di sorrisi dei miei bambini. Solo i loro sorrisi. Questi me li ricordo!

Riflessioni. Nel senso di riflettersi in uno specchio.

La solitudine del parrucchiere è impagabile. Io sono bravissima a non rivolgere la parola a nessuno e a non farmi gli affari degli altri. Se potessi non mi farei nemmeno i miei..

Sono dal parrucchiere perché tra le mie tante doti c’è che ho una crescita di capelli tipo super poteri di super eroi e ogni 20 giorni sono qui.

A me non piace tantissimo, non lo trovo energizzante o rinnovate è più una cosa tipo bere, hai sete e ti devi idratare.

Ma mi piacciono i vantaggi di starmene seduta a riflettere su di me e su tutte le mie pippe. Oggi sono in fase di autocritica e quindi mi sono svegliata consapevole di essere fortunata. Speriamo che duri.

Forse è perché mi hanno chiamato dei vecchi amici per un viaggetto che comincia domani, forse perché ieri il mio quasi diciottenne preferito è uscito con gli amici e si è divertito senza disfarsi e questo mi fa sperare in un mondo migliore o forse semplicemente perché è vero.

In ogni caso, sono qui a parlare con me e sto bene. C’è il sole ma è fresco, appena esco torno a casa e mi smonto il lavoro del parrucchiere con un bel tuffo in piscina con il marito, preparo il mini bagaglio a mano e via.

Oggi va tutto bene. Hai visto amica mia? oggi sto facendo la brava!

Bambine

È palese che da piccole le femmine siano più sveglie e veloci e comunicative dei maschi. Crescono e a scuola sono brillanti, studiano, si impegnano in linea di massima riescono meglio dei maschi.

Ho due figli, un maschio e una femmina e fino ad un certo punto è stato così.

Poi, le femmine diventano donne e iniziano ad essere il sesso debole. Hanno forza energia impegno più dei maschi ma misteriosamente diventano il sesso debole.

Perché?

Perché sono più facilmente prede? Perché se vogliono avere una vita oltre che un lavoro devono accettare mansioni umili? Perché sono soggette alle varie crisi ormonali che non sempre sono gestibili? Perché?

Non dico che i maschi siano migliori, non lo sono. Ma per i maschi è più facile essere credibili. Basta un minimo di comunicazione, di sensibilità, di impegno e via. Sono subito bravi ragazzi.

Ma perché?

Perché?

Vacanze.

Vacanze nel senso che non si va a lavorare, ma se penso che quest’anno stiamo qui tutto il mese, mi viene male.

Non ci sono soldi e quindi niente. Domani bollette, bonifici, robe da pagare e mille euro spariscono come la neve al sole. Che palle!

Vabbè. Non abbiamo alternative. L’anno prossimo forse ricomincio a lavorare e vediamo che accade.

Per ora vacanze dai ritmi soliti con spazi per noi e solo per noi.

Nervoso.

Sono a pezzi dalla frustrazione. Sono stata insultata da una iena che mi fa stare male e lo fa con l’intenzione di farlo. La consapevolezza che ha nel farmi del male, nonostante sia palese che io mi stia umiliando pur di farmi amare da lei è la cosa che mi fa soffrire di più. Questo lei lo sa. E continua a trattarmi come una rompicoglioni vagabonda e inutile.

Non voglio reagire male, e quindi, semplicemente, sto male io.

Per fortuna ho la chimica che mi rilassa.

Non ce la sto facendo amica mia, non ce la sto facendo proprio.

Sera. Con la S maiuscola

Sono fuori casa, sul balcone, sdraiata tra i panni stesi che per fortuna profumano e coprono un po’ la puzza di letame che c’è in giro. La campagna mi piace in questa stagione, ma il letame non lo concepisco. Dicono che dopo qualche tempo ti abitui alla puzza e non la senti più. Io per conto mio so che la sentirò fino a che ci sarà.

Sabato sera verranno a cena degli amici e spero di poter mangiare in giardino, così mi rendo conto che tutte le mie elucubrazioni sono solo inutili. Potrò mai preoccuparmi oggi di un eventuale puzza nell’aria sabato? Ma com’è possibile che sia così? Passo il tempo a preoccuparmi di cose che poi non accadono.

Si, ma se accadono?

Eccheccavolo!! Basta, devo smettere di ascoltare la mia ansia. Devo concentrarmi su di me, sui panni profumati e sulla mia vita ora.

I grilli cantano, l’aria della sera inizia a rinfrescare, in lontananza la rocca è bellissima, il mio sdraio è comodo, sto bene.

Ecco, brava, sto bene. Sei contenta amica? Ci sono arrivata.